Sviluppo della Presenza

Per lo yoga lo sviluppo della presenza è un fondamentale strumento per conoscere il destino

La vita frenetica del quotidiano è sempre piena di azione.
Il lavoro, la famiglia, gli amici, le passioni, la casa, tutto gira attorno alle responsabilità, alle dipendenze, ai compiti del quotidiano.
Raramente abbiamo un momento per fermarci.

Se capita, ci mettiamo in modalità “vacanza”,  ed iniziamo a cercare di fare qualcos’altro da fare per uscire e staccare dal quotidiano…
Ma sempre si tratta di “fare qualcosa”.
Sempre facciamo, sempre siamo in movimento, sempre siamo pieni di pensieri che affollano la nostra mente.
Ciò non è male, è semplicemente la consuetudine.
Mi sono chiesto ogni tanto, osservando la mia vita in preda a questa strana e comune dimensione di esistenza: “ma come faccio a smettere?”
La constatazione è che si tratta di una vera e propria dipendenza mentale, ed il rischio è che il processo meditativo venga inserito anch’esso dentro il turbinio delle attività, così che paradossalmente, guadagno più energia dalla pratica dello yoga e posso spenderne di più in preda al delirio delle mille attività che gestisco…
… ed il criceto gira nella ruota sempre più veloce…
Non è così che il Maestro ci ha insegnato.
Yogi Bhajan spesso diceva agli studenti di fermarsi.

“fermati ed osserva – riconosci e trasmetti – lascia che sia Dio a rivelarti la strada”

Ecco lascia che mi soffermi su questa ultima frase:

“Lascia che sia Dio a rivelarti la strada”

Sembra la predica di prete … ma non lo è

Che vuol dire veramente?

Se non ho lavoro per esempio, sto fermo, resto in casa e aspetto che un direttore bussi alla mia porta e mi faccia un’offerta di lavoro?
ehm non proprio…

Lascia che ti spieghi:
Fermati ed osserva il flusso dei tuoi pensieri quando attorno a te crei il vuoto.
Lascia che l’eco del tuo subconscio si plachi [oppure fai qualcosa per placarlo] ed osservati in ascolto del vuoto.
Lavora sulla tua connessione con la parte più intima, sconosciuta e nascosta di te.
Mantieni salda la connessione a questa parte, senza distrarti…
Come per magia inizierai ad essere radioso, a brillare della tua connessione con il tuo Sè più profondo…

inizierai a fluire nella vita senza tensioni

Quando sei in questo stato di connessione interiore, nello yoga diciamo che stai sviluppando la tua “presenza”.

Sviluppare la presenza vuol dire proiettare la tua identità, così che possa essere la connessione con quello spazio interiore a riempire la vita e lasciarti fluire connesso con te stesso.

Ricorda che dentro di te c’è una sgheggia di infinito, e l’infinito è prospero, senza paure, e senza tempo.

Quella parte di te è immortale. Se la segui, farai l’esperienza esatta per cui sei venuto ad esistere in questo mondo, e soprattutto la farai serenamente e sarai felice.

Ma iniziamo con il primo passo:

Svilluppare la presenza

  • Chi eri tu da bambino? quale moto ti animava? Cosa ti piaceva fare?
  • e da ragazzetto?
  • da adolescente?
  • da giovane?

resta nel ricordo e prenditi un attimo per pensarci su.


Stai nel ricordo del proposito che muoveva le tue azioni.
Puoi trovare una similitudine?
Ci sono delle “assonanze” nelle diverse fasi della tua vita?

di tutti gli obiettivi che hai centrato, ci sono stati degli obiettivi più rilevanti di altri?
Ci sono cose che sei stato “costretto” a fare che ti hanno portato fuori da te stesso?
Quand’è che a causa di eventi hai perduto la connessione con la tua “presenza”
Quand’è che l’hai recuperata?

Capita purtroppo che sia a causa di situazioni spiacevoli che ci ricordiamo chi siamo.
E’ quando perdiamo la connessione con la vita che una parte di noi scava dentro e rispolvera il nostro abito più bello.

Qual’è l’onda che muove la tua vita?

Identificala ora, mettila a fuoco il più possibile

Scrivitela ora vicino [mettila pure nei commenti] e non lasciarla più!!!

Quando hai strutturato la tua presenza, in base ad essa puoi orientare il tuo destino.
Ogni giorno che passa, possiamo lavorare sul nostro destino, possiamo trasformarlo, modellarlo, come se fosse un quadro.

Per dipingere un quadro abbiamo bisogno dei colori; più siamo connessi alla nostra presenza e più questi colori saranno brillanti e vivi; più ci allontaniamo e più saranno cupi e spenti.

La metafora dell’opera d’arte mi pare che regga [questo me lo dirai tu].
Allora proviamo di nuovo un questo modo:
quando nasci, l’universo ti dona una quantità di argilla

Durante la vita, tu decidi di dare a questa argilla forme diverse, in base alle cose che fai.

Hai una quantità di argilla definita, e puoi affinare l’arte di modellarla.

Come quando disegni o quando scrivi su un foglio hai un tratto unico, la tua creazione di argilla possederà sempre il tuo tratto.
Tutta la tua vita è pervasa dello stesso destino.
C’è uno schema comune in tutto ciò che ti è accaduto, ti accade e ti accadrà.
Hai bisogno di sviluppare la “presenza” per fare luce, per focalizzare, definire, approfondire il più possibile il dettaglio.

Lascia che lo schema si riveli.

Quello che la pratica del Kundalini yoga vuole insegnare, è la maestria della vita,
attraverso la connessione alla tua scintilla interiore; perchè tu possa conoscere
ciò che non conosci di te e portandolo nel quotidiano possa arricchire la tua vita
di questa connessione, sviluppando radianza e presenza ed aiutando ed ispirando
gli altri a trovare la forza e la determinazione di compiere il tuo stesso passo.

Inizia ora per te questo processo, connettiti, brilla e diventa il faro che illumina
il cammino degli altri attraverso l’esempio.
Fluisci leggero nella vita e permetti all’universo di riempirla dei doni che ha in serbo per te da tanti anni e che per troppo correre non sei riuscito a riconoscere.

Pubblicato il: 19 August 2021

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