Il Kundalini Yoga

Il Kundalini Yoga fa una chiara distinzione tra le prove che il fato ci propone dalla continua scoperta del nostro destino. Ogni giorno della nostra vita

Ogni giorno della nostra vita abbiamo enormi possibilità di conoscerci meglio, eppure paradossalmente più energia abbiamo e più cose facciamo per impegnarci e fare esperienza del nostro mondo finito, quello quotidiano, e capita spesso che lasciamo indietro la necessità di fare esperienza del mondo infinito che abbiamo dentro.

Grazie alla pratica del Kundalini Yoga, possiamo sviluppare quella diversa attitudine di impegno personale che gradatamente trasforma ciò che facciamo, le nostre attività, i nostri doveri, in esperienze interiori, che ci permettono di relazionarci a noi stessi in maniera diversa, con riverenza.

Così, mentre scopri piano piano chi sei, inizi a leggere gli impulsi ed i desideri della tua anima.
Leggere ed interpretare questi desideri formerà il tuo carattere.
Il carattere essenzialmente è formato da quel processo di conoscenza di ciò che è sconosciuto; il carattere è la linea di contatto che tu mantieni con i tuoi desideri profondi.
Il tuo carattere si svela nel momento in cui stai svelando il tuo destino.
A volte capita che la vita ci metta alla prova…
Chiamiamole pure fatalità, situazioni non ordinarie per cui siamo messi sotto pressione.
In quei momenti, dobbiamo tenere duro, stringere i denti, andare avanti con coraggio e determinazione e, se è possibile, senza paura …
Ti è mai capitato? [A me sì]…
Ecco, il ricordo di quel “tenere duro”, quando poi passa il tempo, è ciò che rimane, quella soddisfazione profonda nei confronti del coraggio, della determinazione che hai messo nel procedere, nonostante gli ostacoli…
Lo Yoga chiama questo ‘INTEGRITÀ’.

Mano a mano che si verificano situazioni “fatali” hai la possibilità di sperimentare la tua integrità personale, che alla fine della tempesta va a rafforzare la comprensione del chi sono io.

A questo punto, è il momento di chiederci:

Che relazione esiste tra la pratica dello yoga e la comprensione del proprio destino?

Inizierei con qualche definizione di base:
Lo yoga è il percorso di esperienza che porta lo sconosciuto (l’infinito), nel conosciuto (finito).
Attraverso la pratica dello yoga si diviene consapevoli nella vita (mondo conosciuto) dello spazio di relazione con la nostra anima (mondo sconosciuto).
L’insieme delle azioni che compongono la nostra vita, dall’altra parte, porta il nome di ‘destino’.

La pratica dello yoga ci fornisce la possibilità di riscrivere il destino e l’esperienza che desideriamo compiere nella vita, perchè ci permette di creare una relazione solida con la nostra anima.
Per quanto riguarda il ‘fato’, invece, Yogi Bhajan, con la sua grande ironia, chiamava il fato il ‘test dell’università’.
Bello no?
Quando hai raccolto abbastanza elementi di auto conoscenza (che tu lo voglia o no, che tu ti senta preparato o meno), arriva il test, l’esame in cui la vita ti permette di sperimentare se hai abbastanza carattere per maturare integrità.

Quindi se il destino è quell’insieme di azioni che compiamo durante la nostra vita, secondo te:

  • Quanto il destino vibra con le corde della tua anima?
  • Quanto quello che fai è poi in linea con quello che senti?

Il fato a volte ci mette a confronto con le nostre debolezze più profonde, con le situazioni in cui noi siamo più deboli, più reattivi.
L’obiettivo è quello di forgiare il nostro carattere, superando le prove del fato, ma ce ne rendiamo conto solo quando siamo usciti dalla tempesta.
Quando siamo tra i flutti, povere vittime di destini avversi e di situazioni per cui “non è colpa mia” è l’unico mantra che si rinnova costantemente, non siamo in grado di vedere la situazione in maniera distaccata.
Riconoscersi grazie allo yoga kundalini
Vorrei spendere qualche altra parola su come la pratica dello yoga kundalini può dare supporto nel risolvere le nostre prove quotidiane e nell’agire in armonia con il nostro sé interiore:

1. >Innazitutto, capiamo che non siamo vittime e che nessun Dio malvagio sta puntando il dito contro di noi
2. Secondo, abbiamo nella lettura dei testi sacri il supporto per collegarci a vibrazioni profonde che animano la nostra vita
3. terzo, sperimentiamo costantemente nella pratica un livello di altissima vitalità, e se dobbiamo affrontare la tempesta, almeno saremo sostenuti dal nostro lavoro su noi stessi.
4. E tanto altro …

Nel tanto altro inserirei il concetto fondamentale che lo yogi è tenuto a coltivare.
La pratica dello yoga kundalini ha l’obiettivo di far risalire l’energia kundalini che giace addormentata alla base della colonna vertebrale nella parte superiore della testa.
Per ripetere, non è mai abbastanza quanto detto fin’ora, l’obiettivo è quello di portare lo sconosciuto (kundalini), nel conosciuto (la mente conscia).
Questo processo avviene tramite la coltivazione dell’equilibrio.

La pratica dello yoga ci mette davanti alla possibilità di riconoscere il fato quando si presenta davanti a noi.
Ti capita mai di avere una esperienza durante la pratica dello yoga?
Se pratichi lo yoga, sappi che questo è il tuo dovere, e da insegnante il tuo compito è fare in modo che gli studenti abbiamo una esperienza, meglio se profonda.
Quando diventi uno yogi disciplinato e pratichi tutti i giorni, tutti i giorni permetti a te stesso di fare esperienze.
Con il tempo, inizierai ad avere una relazione con te stesso e con queste esperienze e dato che ogni giorno le coltivi, ogni giorno manterrai la relazione con questo spazio…

Riconosci la tua vita, riconosci la tua anima perchè ogni giorno ne coltivi la conoscenza.

Tutto questo ti porta alla possibilità, o meglio, la necessità di affidarti.
Ed ancora una volta proprio perchè tu non possa dimenticarlo:

La pratica dello yoga è votata a creare esperienze conoscitive, di auto indagine, processi di auto conoscenza, che hanno lo scopo di sviluppare la capacità di ascolto interiore.

Si tratta di andare ad indagare su ciò che non conosciamo di noi, ciò che è nascosto (sconosciuto) e che dimora in parti molto protette.
Si tratta di una parte delicata del nostro essere e per entrarci in contatto è essenziale l’umiltà, per relazionarci con essa nello stesso modo in cui ci si relaziona ad un essere infinito, con riverenza e con profondo amore.

Che meraviglia eh?
Che processo fantastico, io che mi inchino davanti alla mia anima e con amore profondo mi metto al servizio del mio destino osservando la vita e coltivando la relazione animica con essa.

Ora però, fai attenzione a non cadere nella trappola dell’ego!

Quando pensi che la tua esperienza intima di autoconoscimento sia migliore di quella di un altro sappi che stai mettendo un piede in fallo.
È qui che cadono tutti gli insegnanti, anche i più quotati e famosi…
È la trappola della mente conscia, quella razionale, che pesa e confronta, che paragona e giudica, e qual’è il risultato?

 

Giudizio ed isolamento.

Questa è la trappola del Dharma, e approfondiremo presto questa questione; per ora sono sicuro che hai compreso bene il tranello e ti mando subito alla soluzione, così che se pensi di esserci caduto tu abbia uno strumento per uscirne il prima possibile.
La soluzione si chiama Shabad Guru.
La lettura, la vibrazione del guru.
Il Guru, è il tramite, il veicolo che ci permette di fare esperienza dell’infinito nel nostro mondo finito.

Sono i versi sacri scritti da saggi in stati di estasi in una lingua speciale, le cui frequenze permettono all’ego di abbassare la testa.
Il processo di lettura del Guru ti avvicina a Dio, alla parte divina (sconosciuta) che hai dentro.

Capitava che Yogi Bhajan dovesse spiegare come la lettura del guru può aiutare l’essere umano nel suo processo evolutivo:

La metafora che usava era quella della barca, in mezzo al mare, con una àncora ben fissata.

Prova ad immaginare che la barca sia la tua vita, e che l’ancora sia il tuo spazio di relazione con lo sconosciuto (Dio).

Il guru, lo spazio di preghiera, è la relazione (il filo, la catena), tra la barca e l’ancora.
Durante la vita spesso c’è il sole e la tua ancora ti tiene dolcemente in relazione con il tuo punto di riferimento.
Ogni tanto capita che il tempo si faccia brutto, oppure arrivi la tempesta.

Anche in mezzo alla tempesta del fato, se pratichi costantemente lo yoga kundalini la tua ancora sarà connessa alla terra e ti permetterà di non affondare, e questo accadrà se terrai costantemente aperta la relazione con il fondo del mare, là dove saldo esiste il tuo Sè più profo

Pubblicato il: 20 August 2021

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