Il bioritmo della vita e la visione dello Yoga

Ho passato la vita a cercare attraverso lo studio dello yoga, soluzioni per avere uno stato energetico diverso. Per avere più vitalità, più intelligenza, e una

Ho passato la vita a cercare attraverso lo studio dello yoga, soluzioni per avere uno stato energetico diverso.

Per avere più vitalità, più intelligenza, e una maggiore consapevolezza dello stato delle cose.

Per tanto tempo ho disperso energia, con la convinzione di averne a profusione e che domani

mi sarei risvegliato carico e pieno di forze.

Così è sempre stato, e così è spesso anche oggi.

Ho 40 anni ancora per qualche mese, un regime di allenamento intenso, una pratica di meditazione, e per vivere svolgo la professione di insegnante di Kundalini Yoga, su web e dal vivo.

Mi ricordo che una volta, parlando con mio padre lui mi disse ” a 20 anni pensavo di essere immortale”.

Abbiamo sorriso a questa battuta, e spesso nelle nostre conversazioni oltre oceano [al momento lui vive in Argentina], la tiro fuori per farci due risate.

Il bello è che sono io che ancora non avevo capito bene questa lezione.

Ultimamente mi trovo a fare i conti personali con questa battuta di spirito.

Io non sono immortale, e credo che probabilmente neanche tu che mi leggi lo sei.

La natura è la legge che l’uomo segue, e lo yoga insegna che esistono dei cicli biologici nell’esistenza umana, che possiamo decidere di analizzare e studiare per imparare a conoscerci meglio ed andare incontro al nostro destino in armonia con le fasi della nostra vita.

Come sempre la scelta spetta a noi.

Possiamo seguire la strada della conoscenza oppure continuare a pensare di essere immortali e che la composizione biologica dell’uomo ci riguarda sì, ma solo collateralmente …

perché noi siamo diversi …

  • Ma diversi da chi?
  • Da cosa ?
  • A volte me lo dico da solo : Idiota!

Praticare yoga ci permette di guardare tutto da una nuova prospettiva, questo è certo, ma una volta che decidiamo di bagnarci in queste acque, abbiamo una responsabilità in più.

Vivere conoscendo al meglio noi stessi.

Durante il corso della nostra vita, abbiamo strutturato un processo di consolidamento del nostro carattere, della dimensione del nostro essere, che giusta o sbagliata, semplice o complessa, ci mette nelle condizioni di agire nel mare delle esperienze ordinarie e straordinarie.

L’ inconscio agisce in maniera automatica in base alle esperienze di vita pregressa, che risalgono per la maggior parte dall’infanzia, e per parte minore da tutte le altre fasi della vita che abbiamo passato.

Ecco partiamo da questo principio:

Siamo vittime di automatismi.

Agiamo all’80% senza pensare, senza fare un respiro, perchè abbiamo strutturato i nostri schemi di consapevolezza reattivi.

Il kundalini Yoga, dice che questo si chiama sopravvivere.

Gli schemi di “re-azione” dei quali siamo normalmente dipendenti, non solo ci impediscono di evolverci, ma non fanno altro che causare le stesse conseguenze che da anni ritornano in maniera sempre più complessa.

E quando proprio non riesco a vedere quello che la vita mi vuole insegnare …

Catastrofi colossali.

Personalmente sono l’ultimo che dovrebbe parlare [o scrivere], dato che di catastrofi nella mia vita ce ne sono state proprio tante, da incidenti mortali a famiglie distrutte, ma quello che posso confidarti è che c’e l’ho sempre messa tutta per riuscire ad imparare il massimo…

Come probabilmente anche tu.

 Torniamo all’80% degli automatismi …

Ecco, il Kundalini Yoga ci insegna che in ogni attimo possiamo scegliere se seguire o meno questi famosi riflessi automatici.

Gli strumenti che possiamo utilizzare:

  • obiettivi personali
  • auto disciplina
  • allineamento con la nostra essenza profonda

Per ottenere il massimo da questi strumenti, lo yoga kundalini consiglia la Sadhana, la pratica quotidiana, per sviluppare auto disciplina, per focalizzare meglio i nostri obiettivi personali, e capire meglio chi siamo allineandoci con le caratteristiche della nostra anima.

Personalmente non ho mai conosciuto niente di più potente, e per questo lo pratico ogni giorno.

Questi strumenti, ci permettono di riconoscere i nostri schemi di re-azione agli eventi della vita.

Quando smetti di re-agire, prendi un respiro e valuti la possibilità di muoverti in base a chi sei profondamente [invece che a chi pensi di essere], hai maggiori possibilità di ottenere qualche punto in più per abbracciare il tuo destino in maniera non traumatica [e visto l’andamento delle cose permettimi di aggiungere in maniera “non convenzionale”].

Torneremo su questo punto nei prossimi articoli quando parleremo della differenza per lo yoga tra fato e destino, quello che oggi potrebbe bastare è chiarire il concetto che come anima, sei qui per avere un’esperienza.

Non ti è permesso fuggire da questa esperienza, e che tu lo voglia o meno, la farai, attraverso l’equilibrio oppure attraverso le disgrazie.

Yogi Bhajan era un uomo eccezionale, e di questo ne sono certo.

Tra migliaia di insegnamenti, ci ha lasciato una mappa ben definita dei cicli della vita a cui l’uomo deve sottostare: strudiali, ed avrai una chiave per comprendere meglio la differenza tra chi credi di essere e chi vorresti essere, ignorali ed il fato affetterà la tua vita tramortendoti mentre griderai a tutti “non è colpa mia !”

Obiettivo di questo processo conoscitivo è diventare persone mature.

Maturi come uomini [donne], come esseri viventi, e comprendere la necessità di armonizzare ed equilibrare la nostra vita in base a delle indicazioni chiare dei processi che si intersecano in questi tre cicli biologici.

  • consapevolezza
  • intelligenza
  • vitalità

Riconoscersi in questi cicli e riconoscere sé stessi in questo processo è lo strumento di base per acquisire lo spazio di consapevolezza che ci permette di affrontare il nostro destino con grazia, auto discplina e determinazione.

Come spesso accade, sta a te, dormire fino alle 7:30 del mattino oppure svegliarti qualche mezz’ora prima per ripulire il subconscio ed imparare ad agire in linea con i principi della tua essenza profonda.

Pubblicato il: 20 August 2021

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Si credo che dagli automatismi dipendano tante delle esperienze in sincere che facciamo nella nostra vita. In sincere verso gli altri e spesso anche verso noi stessi.

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